Carpfishing nelle acque del Po

Il carpfishing è una pratica di pesca molto in voga nelle acque del grande fiume, il Po. In passato questo tipo di pesca alla carpa era ritenuta più proficua nelle stagioni intermedie perché si riteneva che con le rigide temperature invernali i ciprinidi andassero in una specie di letargo.

Forse era una sorta di leggenda popolare quella che suggeriva che le carpe in inverno scavassero buche profonde nel fango, per farsi la tana. In realtà anche nei mesi più rigidi dell’anno si può praticare il carpfinshing, calcolando che oggi i pescatori dispongono di attrezzature e prodotti per la pesca decisamente evoluti. Quando fa molto freddo le temperature delle acque del fiume, sempre correnti, sono comunque leggermente più elevate di quelle delle acque ferme e non gelano completamente.

Carpfishing: come praticarlo nel fiume

Le carpe hanno un metabolismo che rallenta quando la temperatura dell’acqua scende sotto i 10° ma non smettono mai di cibarsi, anche se mangiano meno. Ecco che allora il carpfishing non va in letargo anche se affrontare il fiume nella stagione invernale diventa più difficile per il pescatore che deve sopportare il freddo, i venti gelidi e anche a volte condizioni meteo proibitive.

Anche le zone di ricerca cambiano, perché le carpe tendono a sostare in un posto piuttosto che percorrere lunghi tratti di fiume, con l’obbiettivo di sprecare minori energie. In inverno conviene pescare in posti dove si formano delle buche, a profondità medie, comprese tra i 7 e i 10 metri. Meglio orientarsi su zone vicine ai piloni dei ponti, dove si trovano grossi massi e pietre sistemate per il rinforzamento degli argini. Qui l’acqua compie dei giri perfetti per consentire il deposito di cibi sul fondo, che le carpe non fanno fatica a trovare.

Per scegliere la zona giusta possiamo utilizzare Google hearth o Google maps che ci permettono di individuare alla perfezione la nostra posizione sul fiume. Inoltre questo sistema ci aiuta a verificare la conformazione del fiume in un determinato tratto e scorrendo la mappa potremo capire quali sono i punti nevralgici. Poi possiamo servirci di una canna e di un piombo e magari anche di un innovativo ecoscandaglio per conoscere altri dati come la presenza di scalini, la profondità, se ci sono ostacoli e se siamo di fronte ad un fondale morbido o duro.

Nei fondali duri mettiamo i rings ad una profondità che varia da 4 a 13 metri, in base alla stagione e in un tratto dove c’è abbastanza corrente. Non si tratta certo di un tipo di pesca facilissima, ma considerando le moderne attrezzature oggi in commercio le soddisfazioni e le catture non mancheranno. Puoi acquistare canne da pesca per il carpfishing direttamente online così come tutti gli accessori specifici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.